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i post di Maurita Cardone

Vivere in comune

Economica ed ecologica, la coabitazione sostenibile si diffonde in Italia. Uno stile residenziale più sociale e a basso impatto ambientale 

di Maurita Cardone

L’immagine delle vicine sedute fuori dalla porta a chiacchierare è un retaggio del passato. Sembra un luogo comune, ma è un fatto che oggi sia sempre più raro trovare vicini di casa che abbiano tra loro una qualche forma di contatto umano quotidiano. Che in cttà si sia tutti un po’ soli non è una novità, ma anche fuori dai centri urbani ormai si sta perdendo la vecchia abitudine a conoscersi e supportarsi.

Passa al fotovoltaico: ti conviene

Sul Conto Energia c'è molta confusione tra i consumatori. Ma installare un impianto fotovoltaico è ancora un ottimo investimento. Ecco una guida per fare chiarezza

di Maurita Cardone e Giulio Meneghello

 Il 2011 è stato un anno turbolento per il fotovoltaico italiano. Il mercato è cresciuto, i prezzi sono scesi, ma i consumatori sono ancora confusi. Per questo, con l'anno nuovo, Qualenergia.it prova a fare un po' di chiarezza, fornendo alcuni semplici dati grazie a un rapido sondaggio realizzato tra alcuni installatori italiani.

Con i prezzi e gli incentivi attuali quanto rende investire in un piccolo impianto fotovoltaico? Siamo riusciti a desumere alcune ipotesi di investimento in varie zone della Penisola per due tipologia di impianti FV: 3 e 20 kWp. I risultati confermano che il fotovoltaico resta ancora un ottimo investimento.

Condividere per non consumare

La rivoluzione dello scambio parte dal web e dai social media. La filosofia del collaborative consumption rifiuta il possesso e ribalta l'economia moderna

di Maurita Cardone 

’Time Magazine’ lo annovera tra le dieci idee dell’anno che rivoluzioneranno il mondo. Qualcuno lo chiama collaborative consumption, altri parlano di sharing economy. È un concetto nuovo e radicale che, se applicato su larga scala, potrebbe davvero cambiare le regole delle nostre società.
Per capire di cosa si tratta basta guardarsi intorno: possediamo decine di oggetti che non ci servono o che hanno smesso di servirci, siamo circondati da cose che non usiamo o che usiamo molto raramente. Cose che possiamo dare in affitto, barattare, regalare o condividere. E non si tratta solo di oggetti: abbiamo spazi, tempo, capacità, conoscenze con un potenziale inutilizzato.
Il collaborative consumption si basa sull’idea che tutto ciò possa essere utilizzato collettivamente. Di fatto si tratta di sostituire l’idea del possesso con quella della condivisione. Un concetto che getta i semi per una società post-consumista, con vantaggi economici, ambientali e sociali. Alla base c’è internet, c’è lo sfruttare al massimo il potenziale di rinnovamento della rete, l’applicazione dell’idea dei social media alle abitudini di consumo.

La Lista degli EcoDesideri 2012

L'anno nuovo è alle porte, ma non viene da solo: è accompagnato da un coro di previsioni catastrofiche, toni apocalittici e pessimismo a bizzeffe. Hyarbor va controcorrente e ti invita a partecipare a un esercizio di fiducia – nientepopodimeno che – ...nel futuro!

Condividi con noi idee, progetti e suggerimenti su mobilità, verde urbano, energia, gestione dei rifiuti, consumi, alimentazione, beni comuni, luoghi di aggregazione. Proposte per rendere Roma più sostenibile, per migliorare già da quest'anno la qualità della vita e dell'ambiente nella Città Eterna.
Dai un contributo al cambiamento. Il futuro è nelle tue mani!

Regali e antiregali

 

 

Un autunno di proteste non poteva che concludersi con un Natale antagonista. Lo spirito di Occupy Wall Street entra nella festa più consumista dell'anno, per ricordarci il valore dei nostri acquisti

di Maurita Cardone

Eccoci di nuovo tutti impacchettati nelle nostre auto, imbottigliati nel traffico urlante a cercare di assicurarci un parcheggio al mall o per le vie del centro città, per poi buttarci nel caos febbrile dello shopping. È di nuovo Natale, la festa in cui dare è obbligatorio. Non che ci sia nulla di male nell’idea del donare, ma lo stress e l’isteria degli acquisti che da qualche decennio accompagnano questa festa, hanno da tempo smesso di avere a che fare con l’atto del regalare e sono diventati piuttosto imperativo categorico della società del comprare. Ma dopo un autunno di proteste e movimenti sociali, forse l’Occidente è pronto per un Natale diverso, fatto dal e per il 99%, capace di rispondere ai bisogni reali di un’epoca di crisi economica e sociale.

L'onda verde di Wall Street

di Maurita Cardone

Il movimento di Wall Street sta crescendo e sempre più chiaramente si configura come una critica onnicomprensiva alla società occidentale e al modello su cui è basata la nostra economia. In questo attacco ai poteri forti, alle banche, alla finanza, alle multinazionali e alla politica che non fa nulla per la classe media, non potevano mancare i temi ambientali.

“Tutto è connesso. La giustizia ambientale e la giustizia sociale sono sostanzialmente la stessa cosa. E i movimenti di protesta devono unirsi e insieme organizzare una resistenza dal basso - spiega Michael Tompson, dell'associazione Deep green resistance che appoggia il movimento di Occupy Wall Street - Vivere in maniera sostenibile oggi significa smantellare l'economia industriale che abbiamo costruito. Se non facciamo niente il sistema collasserà su se stesso in ogni caso”.

La rivoluzione inizia in città

di Maurita Cardone

Immaginate una città libera dal petrolio, dove la gente vive senza sprecare risorse, proteggendo l’ambiente e collaborando con gli altri. Una città in cui l’automobile si usa poco, non si butta via quasi nulla e l’energia viene dal sole e dal vento. Ora iniziate a costruirla o meglio a trasformare la vostra città in quella città. Transition town, si chiamano così quelle città che hanno iniziato questo processo verso una società e un modello economico diversi da quello basato sull’uso massiccio dei combustibili fossili e dell’energia a basso costo. Ce ne sono tante, in giro per il mondo e anche in Italia.

Il mare non più è pieno di pesci

Diversi studi dicono che entro il 2050 le risorse mondiali di pesce collasseranno e che molte specie che oggi siamo abituati a vedere nei nostri piatti diventeranno delle rarità. Secondo la Fao circa il 32% degli stock ittici mondiali è esaurito, sovra sfruttato o in fase di ricostruzione. Le dieci specie più comuni nell’alimentazione umana sono tutte sfruttate al massimo.

Tor de’ Cenci: dopo l’inceneritore anche la discarica?

Prende piede l'ipotesi di una discarica temporanea in via del Risaro, all'interno della Riserva di Decima Malafede. Alunni: "La riserva da sempre è nelle mire dei vari amministratori"

di Fabio Grilli

La storia dello Yard Market va in radio

Hyarbor è stata invitata alla trasmissione Incontrarsi un po' di radio Manà Manà per raccontare come nasce una delle nostre iniziative oramai storiche: lo Yard Market, l'angolo del baratto. La nostra Carla ha spiegato cos'è lo Yard Market e perché noi di Hyarbor crediamo nell'importanza dello scambio degli oggetti in disuso. Questo è l'articolo scritto dagli autori della trasmissione dopo la chiacchierata in radio con Carla. Tratto da: www.lenovae.it

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