Dall'Europa stop alla pesca del tonno rosso
La Commissione Europea ha deciso di chiudere con una settimana di anticipo la stagione di pesca al tonno rosso. Ieri i pescherecci europei sono tornati in porto. La motivazione dietro questa decisione è che la Commissione crede che sia già stata raggiunta la quota prevista per quest’anno e non vuole rischiare che si verifichino ancora episodi di pesca illegale. Con talmente tanti pescherecci in mare in grado di pescare decine di tonnellate di pesce ogni volta, il rischio che si superino le quote è troppo alto e l’Unione Europea non vuole rischiare scandali in un momento in cui l’attenzione è tutta puntata sul tonno rosso. Ma la stagione di pesca al tonno rosso non avrebbe mai dovuto essere aperta.
La situazione è critica: senza azioni urgenti il tonno rosso, sempre più vicino all'estinzione, rischia di scomparire dai nostri mari. Il massacro del tonno rosso infatti continua, visto che tutti i pescherecci non battenti bandiera Europea continueranno a pescare. Le flotte non-europee hanno a disposizione circa il 40 per cento della quota di pesca concessa quest’anno dall’Iccat, la Commissione Internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso. Purtroppo spesso si tratta di imbarcazioni europee che decidono di utilizzare bandiere di altri paesi per “convenienza” in modo da evitare stretti regolamenti comunitari.
Greenpeace chiede che in tutto il Mediterraneo si chiuda la pesca al tonno rosso e che si creino riserve marine in zone chiave in modo da permettere alla specie di riprodursi dopo decenni di sovrasfruttamento.
Fonte: Greenpeace