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Veleni nel piatto

Troppi veleni sulle nostre tavole. A dirlo è il dossier di Legambiente Pesticidi nel piatto 2010 secondo cui anche nel Lazio troppi ortaggi sarebbero contaminati da sostanze chimiche. Prezzemolo, basilico, carciofi, insalate e scarole con residui oltre il limite di clorpirifos metile (insetticida), fenamidone (fungicida), lamda cialotrina (insetticida), dimetoato (insetticida) e clorpirifos (insetticida). Il dossier, realizzato in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) e l'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UNAAPI) e basato sulle analisi svolte dall’Arpa Lazio lancia un accorato allarme: i valori delle verdure sono passati dall’1 all’1,9 per cento, eguagliando così la quota di campioni irregolari del comparto frutta. 

In forte aumento, secondo il dossier 2010, anche i campioni di verdura trovati “regolari con un residuo” (che sono passati dal 6,2 al 10,5%) e quelli “regolari con più residui” (schizzati dallo 0,8 al 4,4 per cento). Non va molto meglio per la frutta che, seppure vede scendere la percentuale dei campioni “irregolari” dal 2,3 all’1,9 per cento, segnala una forte impennata sia nei campioni “regolari con un residuo” (dal 17,7 al 23,6%) che in quelli multi residuo (dal 4 al 10 per cento). Appena più rosea la situazione nei prodotti derivati, dove comunque le analisi hanno visto scendere la percentuale di campioni regolari completamente senza residui dal 94,7 al 93,3%, segnalando un forte aumento dei campioni con multi residuo (dallo 0,8 al 2,7 per cento). Grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio-Toscana, quest’anno sono stati considerati dal Dossier di Legambiente anche gli alimenti di origine animale e i dati raccolti non sono stati per niente tranquillizzanti: sono risultati infatti irregolari il 18,8% dei campioni di latte fresco analizzati, seguiti dall’11,1% dei campioni di coniglio, dall’1,8% dei campioni sia di latte vaccino che di latte ovicaprino e dallo 0,7% dei campioni di bufalino.

Complessivamente sono 15 i campioni irregolari identificati (1,6%), mentre sono ben 130 quelli regolari con un residuo (13,7%), 56 quelli regolari con più di un residuo (5,9%) e 748 quelli regolari senza residui (78,8%). Nel corso degli ultimi anni aumenta la tendenza negativa a trovare campioni irregolari: nel 2007 erano lo 0,4%, per poi diventare lo 0,6% nel 2008, l'1,3% lo scorso anno 2009 e l'1,6% nel 2010. Risultati preoccupanti che spingono a tenere alta la guardia sui pericoli di certa agricoltura tradizionale, che mette a rischio quel che ci arriva nel piatto; per riaffermare invece il pieno appoggio al biologico, alle produzioni sostenibili nei parchi, a quelle tante eccellenze alimentari di cui la nostra Regione può e deve andare giustamente fiera.

Fonte: Legambiente Lazio